Coronavirus e locazioni

Coronavirus e locazioni

QUesti ultimi dieci giorni sono penso per tutti gli italiani unici nella storia del nostro paese. Il conto in tempo reale di contagiati e vittime della "malattia", l'uso di mascherine per spostarsi, il divieto di assembramenti - anche per delle piccole ed innocenti assemblee condomniali serali - non ha precedenti nella storia repubblicana.

Milano, suo malgrado, forse per la maggiore efficienza delle nostre strutture sanitarie nel monitorare l'evoluzione e il diffondersi dell'infezione è salita agli onori delle cronache, con la Lombardia tutta, come uno dei maggiori focolai di coronavirus a livello mondiale.

Siamo convinti che di tutte le cose, si debba avere una idea razionale e basata sui fatti e quindi siamo ben consci che questa non sia la peste nera e, anche se i livelli di mortalità dovessero essere confermati, considerando che comunque gli stessi sono sbilanciati su pazienti con malattie preesistenti, ci troveremmo semplicemente di fronte ad una influenza piu' forte delle altre e con un maggiore numero di casi che presentano complicanze. Lasciando quindi perdere ipotesi apocalittiche che rendono qualsiasi analisi prospettica inadeguata per difetto - se tra un po' c'e' l'invasione degli zombie l'affittare casa sara' il nostro ultimo problema - andiamo a vedere quello che ha gia' fatto questo virus e sopratutto quali sono stati i settori del mercato più toccati.

Come prima cosa, ci sentiamo di dare una cattiva notizia a tutti i compratori che sperano che questo fenomeno faccia rallentare i prezzi delle case in vendita: il mercato si fermera' per un mesetto e poi ripartirà con la stessa forza e vigore mostrato negli ultimi 18 mesi. Le piccole e medie metrature varranno sempre oro e ci sarà difficoltà a trovare "prodotto" di qualità sul mercato. Quindi effetto dal lato vendita, zero o quasi.

Parimenti nullo, o molto limitato, l'effetto sul lato locazioni a lungo termine: vediamo molti nostri clienti conduttori tornare nei loro pasi per 2-3 settimane, aspettando che questo periodo finisca, ma i canoni di locazione "corrono", i contratti sono ancora tutti in essere e quindi tranne un paio di chiamate teefoniche alla ricerca di nostre rassicurazioni di alcuni proprietari più inclini di altri a preoccuparsi, anche sul fronte locazioni a lungo termine l'impatto - ripeto a meno di scenari apocalittici - è stato minimo.

Vediamo invece dove il coronavirus ha fatto sfracelli e dove le difficoltà vanno ad aggiungersi alle strette legislative di cui si stava già discorrendo nelle settimane precedenti: le locazioni a breve termine. 

Se c'e' un totem, un idolo inattaccabile delle locazioni turistiche a Milano è il Salone del Mobile. Evento che porta nella nostra città e nel proprio hinterland centinaia di migliaia di buyer, e turisti, internazionali nonchè da tutta la penisola, che vengono a Milano per aggiornarsi su cosa sia "cool" nel mondo dell'arredamento ed in generale della casa. Il Salone del Mobile e' spesso la scintilla che fa accendere in molti la voglia di occuparsi di locazioni turistiche: "ho preso 2000 EUR per il mio bilocale per una sola settimana" è quello che si sente dire da molti clienti che tramite il Salone scoprono le gioie delle supposte ricchezze dello short term.

Bene, non solo il coronavirus ha portato alla cancellazione di migliaia di prenotazioni da parte di turisti preoccupati e porterà sicuramente ad un minore appeal turistico del nostro paese nel complesso nei prossimi 6-12 mesi, ma ha portato ad un rinvio del Salone stesso, non più previsto ad Aprile come da tradizione ma a Giugno. Sono tantissimi i proprietari che quindi hanno la certezza di perdere questo introito "sovramercato" perchè avevano giù venduto ad altri visitatori  la settimana di Giugno in cui si organizzerà il Salone del Mobile su decisione della giunta di Milano. SI troveranno quindi costretti a rinunciare ai ricchi ritorni dello stesso per, magari, solo 2 o 3 notti di prenotazione già accettati nella convinzione che a Giugno - come in generale nei mesi estivi - a Milano non ci venga nessuno.

Il coronavirus ed i suoi effetti sono l'ennesima dimostrazione che il voler affittare il proprio immobile  a breve termine sia solo fonte di mille sbattimenti e preoccupazioni, l'esporsi a mille rischi ed eventi imprevedibili ed imponderabili che da soli possono mettere a repentaglio il ritorno economico di un intero anno di attività. Qui, badate bene, non c'e' società specializzata di gestione che tenga, "paga" il piccolo proprietario che si affitta la cameretta del figlio partito per l'univeristà all'estero, così come l'operatore che ha centinaia di appartamenti in gestione, solo che nel secondo caso chi perde i soldi sono i proprietari degli immobili che questo gestisce loro e non lui in prima persona che su questi ha, quello che in economia si chiama, una pura opzionalità (se si fanno soldi me ne prendo una parte, se si perdono, li perdi tutti tu).

 

Locate i vostri immobili a lungo termine, scegliete conduttori che non vi diano problemi, strutturate contratti di locazioni "robusti" che vi diano certezze e lasciate speculare sul prezzo delle camere d'hotel, a notte, gli albergatori di professione.

 

Per dirci la vostra, come sempre - magari approfondendo quelli che potrebbero essere i danni di immagini legati alla nostra città derivanti dall'essere stati i primi nel mondo ad avere affrontato la questione COVID-19, vi invitiamo a scriverci a: info@housingmilan.com

 

 

 

 

 

 

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