Le "storie" del mercato immobiliare

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Shiller dice un qualcosa che in qualche modo segue la rivoluzione della finanza comportamentale: i decisori economici, che abbiamo visto non essere dei freddi ottimizzatori di funzioni di utilità con vincoli di bilancio da rispettare, quando prendono una decisione lo fanno sopratutto perchè convinti ad agire da "storie". Le storie sono affermazioni sul funzionamento di un detto merca o di una sua nicchia che fondano la loro capacità di persuasione non su considerazioni quantitative e/o statistiche ma sulla forza emozionale che tali evidenze aneddotiche suscitano in chi le ascolta.

Se guardiamo alle persone con cui ci interreliamo utti i giorni, e prendiamo da parte quelle che per la prima volta hanno deciso di investire nel mercato immobiliare, è rarissimo trovare decisori che siano arrivati a questa conclusione spinti da analisi sofisticate di un determinato settore, magari andando a downloadare dati quantitativi da qualche fonte ufficiale o andandosi a leggere degli studi economici in merito: si investe perchè ci si è convinti a farlo avendo sentito una qualche "storia".

Storie che vengono ripetute più volte, che vengono condivise, oggi anche per iscritto attraverso gli onnipresenti social network, finiscono per "fare breccia" nella nostra scorza di credenze e ci spingono ad azioni che i soli numeri e considerazioni di fredda analisi quantitativa non sarebbero riuscite a fare.

Invitiamo i nostri lettori a leggere il libro di Shiller per approfondire la questione accademica legata alla "narrative economics", secondo noi di grande potenzialità all'interno della branca degli studi di economia, qui ci limiteremo a fornirvi un breve elenco di storie che girano, legate tutte al mercato degli immobili, senza che nessuno si prenda mai la briga di verificare la loro corrispondenza alla realtà.

- il prezzo delle case sale sempre, nel lungo periodo un investimento del mattone premia sempre

- l'affitto sono soldi buttati, compra casa appena puoi, male che vada un domani la metti a reddito e hai un assegno circolare

- non conviene mai affittare in maniera tradizionale, in Italia non sei tutelato, ho sentito di gente che ha dovuto aspettare anni prima che la casa venisse liberata da inquilini morosi che, per spregio, hanno anche fatto a pezzi ciò che era contenuto all'interno della stessa prima di liberarla

- con gli affitti brevi guadagni il doppio delle locazioni tradizionali, e non hai alcun problema di credito con gli inquilini, è da stupidi oggi come oggi non mettere la propria casa su AirBNB, se poi proprio non hai tempo di farlo da solo ti appoggi ad una di quelle società che per una piccola fee lo fanno per te

- la rivendita di compromesso consente di arricchirsi partendo da zero e con poco o nulla rischio, è l'attività ideale da affiancare al proprio lavoro da dipendente per raggiungere la tanto agognata "libertà finanziaria"

- un negozio, anche piccolino, in posizione centrale di una grande città, come ad esempio è MIlano, è sempre un assegno circolare

 

Potremmo continuare a lungo, ma preferiamo chiudere l'accenno che abbiamo dato alla questione andando a riprendere una frase del famoso Ray Dalio, uno dei massimi gestori di fondi speculativi del mondo: "Quando qualcuno ci dic di credere in qualcosa, chiediamogli quali dati sta guardando ed indaghiamo il processo mentale che lo ha portato a convincersi". Potremmo anche citare il buon vecchio Reagan: "Fidarsi sì, ma verificae sempre".

 

 

Come sempre, idee o commenti sono benvenuti a: info@housingmilan.com

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